Statuto Comunale

Approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 19 in data 8.5.2003
Pubblicato all’Albo Pretorio dal 9 maggio 2003 per 30 giorni
Esecutivo in data 8 giugno 2003

PREAMBOLO ALLO STATUTO

Il Consiglio comunale di Susegana richiamandosi ai valori di autonomia, libertà, pluralismo, cooperazione affermati nella Costituzione della Repubblica Italiana ed ai principi stabiliti nella Carta europea delle autonomie locali e nel Decreto Legislativo 18.08.2000 n. 267, nonché alla peculiare tradizione storica, civile e culturale della nostra popolazione

ADOTTA

il presente Statuto come fondamentale atto costituente l’espressione dell’autonomia della Comunità di Susegana.

TITOLO I° – PRINCIPI FONDAMENTALI E PROGRAMMATICI

ART. 1 – PRINCIPI FONDAMENTALI

  1. La comunità di Susegana è comune autonomo, dotato di autonomia statutaria, normativa, organizzativa ed amministrativa, nell’ambito dei principi fissati dalla Costituzione italiana e dalle leggi generali della Repubblica e nell’ambito di un processo di integrazione europea, che ne determinano le funzioni e dalle norme del presente statuto.
  2. Il comune rappresenta e cura i bisogni e gli interessi della propria comunità, ne promuove lo sviluppo ed il progresso civile, culturale, sociale ed economico e garantisce la partecipazione dei cittadini, singoli od associati, alle scelte politiche.
  3. Il comune, dotato di autonomia impositiva e finanziaria nell’ambito delle leggi e del coordinamento della finanza pubblica, ispira la propria attività al raggiungimento dei seguenti preminenti obiettivi:
    1. riconosce parità di diritti e doveri a tutti i cittadini, per garantire pari dignità ed opportunità;
    2. riconosce la famiglia quale elemento fondamentale della società;
    3. riconosce la cultura patrimonio inalienabile dei cittadini, valido ed efficace strumento di elevazione sociale della Comunità e concorre al suo diffondersi, favorisce altresì la creazione di spazi, strutture ed attività idonee a soddisfare le istanze di crescita personale e sociale dei cittadini;
    4. promuove la possibilità di accesso alla scuola dei suoi abitanti, difende i valori di libertà, di pace, di tolleranza, di solidarietà e la sacralità dei luoghi;
    5. riconosce il territorio comunale quale patrimonio della Comunità, favorisce la conoscenza, la salvaguardia e la fruibilità di esso, delle sue valenze culturali, storiche e ambientali;
    6. conserva e promuove la qualità dell’ambiente soprattutto salvaguardando la presenza dell’uomo sul territorio, ponendola al centro di tutte le iniziative comunali in considerazione dell’esistenza di un ecosistema comunale, del grande fiume Piave e della necessità di difendere l’agricoltura di tipo familiare, alla luce anche delle pericolosità ambientali costituite dalle rilevanti attività industriali presenti sul territorio;
    7. con riguardo alla tutela della salute, privilegia le azioni di prevenzione ed educazione sanitaria e mira a salvaguardare la salubrità e la sicurezza negli ambienti di lavoro e di vita; garantisce altresì la difesa e l’assistenza delle categorie sociali più deboli, assicurando l’applicazione costante e reale delle normative della legge vigente ed assume come proprio il valore dell’accoglienza dedicando particolare attenzione ai problemi dell’immigrazione ed emigrazione, favorendo una mentalità aperta ed a misura della reale capacità di accoglienza; provvede a promuovere l’assistenza degli anziani in famiglia;
    8. indirizza le trasformazioni economiche verso la crescita dell’imprenditorialità nelle sue
      varie forme, singola, associata e cooperativa, con l’obiettivo della piena occupazione e del progresso economico;
    9. riconosce nel volontariato un bene prezioso per la crescita umana e della Comunità e, per meglio rispondere alle esigenze sociali, si avvale delle conoscenze, capacità e sensibilità di esso;
    10. riconosce, valorizza e promuove il ruolo dell’associazionismo che, senza fine di lucro, ispirato da principi di cultura, socialità ed ambientalismo, diffonde tali valori;
    11. valorizza le attività culturali, le tradizioni locali e del tempo libero, favorendo le collaborazioni con le istituzioni o formazioni sociali, che si prefiggono il raggiungimento dei medesimi valori;
  4. Il comune ispira la propria azione all’applicazione del principio delle pari opportunità fra uomo e donna a’ sensi della legge 10 aprile 1991, n. 125 e pertanto nella giunta comunale, nelle commissioni, nonché negli organi delle proprie aziende, istituzioni e società, nelle rappresentanze in enti e nell’organizzazione interna favorisce un’adeguata presenza di entrambi i sessi.
  5. Il comune, nell’esercizio della potestà regolamentare, attua i principi dello Statuto dei Diritti del contribuente di cui alla legge 27.7.2000, n. 212.

ART. 2 – TERRITORIO

  1. Il territorio
    1. Il Comune di Susegana comprende la parte del suolo nazionale delimitato con il piano topografico approvato dall’Istituto Centrale di Statistica ai sensi delle leggi vigenti;
    2. Il territorio comunale è articolato nelle tre frazioni di Ponte della Priula, Colfosco, Collalto e nella località di Crevada, ognuna con definiti confini, relativa segnaletica e pertinenza anagrafica;
    3. Il Comune per la sua plurisecolare tradizione storica riconosce SUSEGANA come capoluogo e come sua sede e ne assume il nome: “Comune di Susegana”;
    4. Riconoscendo ad ogni frazione una propria identità storica, il Comune di Susegana assume la responsabilità di salvaguardare tale identità.

ART. 3 – SIMBOLI UFFICIALI E LORO UTILIZZO

  1. I simboli ufficiali del Comune sono:
    1. Lo stemma;
    2. Il gonfalone;
    3. Il sigillo.
  2. Lo stemma, approvato con decreto del Presidente della repubblica in data 2.4.1955 trascritto nel Registro Araldico dell’Archivio Centrale dello Stato il 13.01.1956, è costituito dalla rappresentazione: “d’azzurro, al castello al naturale torricellato di uno, merlato alla guelfa, aperto e finestrato del campo, fondato su un colle di verde, alla fascia scaccata di nero e d’argento, attraversante. Ornamenti esteriori del Comune”;
  3. Il gonfalone, approvato con il predetto decreto, è costituito da: “drappo partito d’azzurro e di bianco, riccamente ornato di ricami d’argento, e caricato dello stemma sopra descritto con l’iscrizione centrale in argento. Le parti di metallo ed i cordoni saranno argentati. L’asta verticale sarà ricoperta di velluto dai colori del drappo alternati, con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta e nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d’argento”;
  4. Il sigillo, di forma circolare, al centro riporta lo stemma del Comune ed in corona la dicitura: Comune di Susegana-Provincia di Treviso.
  5. La raffigurazione dello stemma deve essere stampata su tutta la carta da lettere destinata alla corrispondenza esterna, nonché su tutti gli atti e documenti rilasciati dal comune.
  6. Il comune fa uso del gonfalone nelle cerimonie ufficiali. Il sindaco può disporre l’esibizione del gonfalone nelle cerimonie e nelle altre pubbliche ricorrenze ed ogni qualvolta sia necessario rendere ufficiale la partecipazione del comune ad una iniziativa.
  7. L’uso dello stemma, del gonfalone e del sigillo è riservato esclusivamente all’amministrazione comunale. E’ fatto in ogni caso divieto di utilizzare o riprodurre i predetti simboli ufficiali per fini commerciali o politici.
  8. La giunta può autorizzare l’uso e la riproduzione dello stemma del comune per fini non istituzionali, soltanto ove sussista un pubblico interesse.

ART. 4 – ALBO PRETORIO

  1. La giunta comunale individua nella sede municipale un apposito spazio di facile accessibilità da destinare ad “Albo pretorio” per la pubblicazione degli atti e degli avvisi che la legge, lo statuto ed i regolamenti prevedono che siano portati a conoscenza del pubblico.
  2. Vengono istituite delle bacheche frazionali per esporvi gli atti fondamentali e le iniziative del Comune, nonché gli eventuali interventi riguardanti le frazioni.

ART. 5 – RAPPORTI CON REGIONE, PROVINCIA ED ALTRI ENTI

  1. Il comune, nell’ambito della propria autonomia ed in un rapporto di pari dignità con gli altri enti pubblici territoriali, coopera con la regione e la provincia e concorre alla formazione di tutti gli strumenti programmatici sovracomunali che interessano il proprio territorio e lo sviluppo civile, sociale ed economico della propria comunità.
  2. Il comune opera con la provincia in modo coordinato e con interventi complementari, al fine di soddisfare gli interessi sovracomunali della popolazione.
  3. Il comune, prima di assumere e di disciplinare l’esercizio di funzioni o di servizi pubblici, valuta l’opportunità di esercitarli nelle forme di associazione e cooperazione previste dalla legge, tenendo conto dell’omogeneità dell’area territoriale interessata, delle eventuali tradizioni di collaborazione precedenti e delle economie di gestione conseguibili.

ART. 6 – FUNZIONI

  1. Il comune è titolare di funzioni proprie. Esercita altresì le funzioni attribuite o delegate da leggi statali o regionali, secondo il principio di sussidiarietà. Concorre alla determinazione degli obiettivi contenuti nei piani e nei programmi dello Stato, della regione e della provincia e promuove, per quanto di propria competenza, la loro specificazione ed attuazione.
  2. Il comune esercita tutte le funzioni idonee a soddisfare gli interessi, i bisogni e le esigenze della comunità, con l’obiettivo di raggiungere e consolidare, con il metodo della programmazione, quei valori che consentono una migliore qualità della vita, nel rispetto delle leggi statali e regionali.
  3. Il comune può svolgere le proprie funzioni anche attraverso le attività che possono essere adeguatamente esercitate dalla autonoma iniziativa dei cittadini e delle loro formazioni sociali.
  4. Il comune può assumere iniziative di carattere extracomunale solo se di carattere umanitario.
  5. In particolare esercita le funzioni indicate nei successivi articoli.

ART. 7 – SVILUPPO SOCIALE

  1. Il comune esercita le funzioni relative all’assistenza sociale, alla tutela del diritto alla salute, all’istruzione pubblica e privata, allo sviluppo culturale, alla conservazione ed alla valorizzazione degli usi e costumi locali e delle proprie tradizioni storiche e culturali, allo sviluppo delle attività sportive e ricreative, all’agevolazione ed al potenziamento dell’associazionismo e del volontariato che non siano attribuite dalla legge ad altri enti.
  2. Ai fini di un maggior coinvolgimento di enti, associazioni e del volontariato le funzioni di cui al comma 1 possono essere esercitate dalle medesime cooperative regolarmente costituite.

ART. 8 – ASSETTO ED UTILIZZO DEL TERRITORIO

  1. Il comune esercita nell’ambito delle proprie competenze le funzioni relative:
    1. alla tutela dell’ambiente, adottando strumenti per la difesa del suolo e del sottosuolo e per l’eliminazione delle cause di inquinamento atmosferico, idrico ed acustico;
    2. all’attuazione di piani e strumenti per la protezione civile;
    3. alla tutela e conservazione del patrimonio storico, artistico, architettonico ed archeologico;
    4. alla disciplina dell’utilizzazione del territorio mediante la pianificazione urbanistica, la regolamentazione edilizia e la salvaguardia ambientale;
    5. alla pianificazione e regolamentazione della viabilità, del traffico e della circolazione;
    6. alla realizzazione di opere di urbanizzazione primaria e secondaria e di ogni altra opera pubblica finalizzata ad esigenze sociali della popolazione ed all’interesse pubblico e generale.
  2. Riconoscendo il territorio quale patrimonio dell’intera Comunità, il Comune di Susegana predispone attività di ricerca, studio e censimento e raccolta dei dati, per conoscere, documentare e definire tale patrimonio, costituendo un apposito archivio da utilizzare come base per la redazione dei propri strumenti di pianificazione.

ART. 9 – SVILUPPO ECONOMICO

  1. Spetta al comune:
    1. promuovere, nel settore dell’agricoltura, iniziative utili a favorire forme di associazionismo e di cooperazione, nonché lo studio, la ricerca e la diffusione di nuovi sistemi e tecnologie per la produzione agricola nel rispetto dell’ecosistema;
    2. predisporre gli strumenti necessari ad un armonico sviluppo dell’artigianato e dell’attività industriale favorendo forme di associazionismo ed iniziative idonee a mantenere ed incrementare i livelli di occupazione e di reddito;
    3. promuovere lo sviluppo del commercio, del turismo e dei servizi mediante idonee iniziative, allo scopo di garantire la migliore funzionalità del settore nell’interesse della comunità.

TITOLO II° – ORGANI DEL COMUNE

ART. 10 – ORGANI DEL COMUNE

  1. Sono organi di governo del comune: il consiglio comunale, la giunta comunale ed il sindaco.

CAPO I° – CONSIGLIO COMUNALE

ART. 11 – ELEZIONE, COMPOSIZIONE E DURATA DEL CONSIGLIO COMUNALE

  1. L’elezione, la durata in carica, la composizione e lo scioglimento del consiglio comunale sono regolati dalla legge.
  2. Le cause da incandidabilità, ineleggibilità e di incompatibilità alla carica di consigliere comunale sono stabilite dalla legge.

ART. 12 – FUNZIONI

  1. Il consiglio comunale:
    1. rappresenta l’intera comunità;
    2. assicura e garantisce lo sviluppo positivo dei rapporti e la cooperazione con i soggetti pubblici e privati e con gli istituti di partecipazione attraverso opportune iniziative ed azioni di collegamento, di consultazione e di coordinamento;
    3. determina l’indirizzo politico, sociale ed economico dell’attività amministrativa e ne controlla l’attuazione;
    4. ha autonomia organizzativa e funzionale da esercitarsi con le modalità previste da apposito regolamento;
    5. opera le scelte fondamentali della programmazione comunale e ne stabilisce gli indirizzi generali, perseguendo il raccordo con la programmazione provinciale, regionale e statale;
    6. svolge le proprie funzioni, conformandosi ai principi stabiliti nello statuto e nelle norme regolamentari, individuando gli obiettivi e le finalità da raggiungere, nonché la destinazione delle risorse e degli strumenti necessari alla propria azione;
    7. impronta la propria azione ai principi di pubblicità, trasparenza e legalità, al fine di assicurare il buon andamento e l’imparzialità;
    8. ispira la propria azione al principio della solidarietà.

ART. 13 – ATTRIBUZIONI

  1. Il consiglio comunale:
    1. esercita le attribuzioni di indirizzo e di controllo politico–amministrativo con l’adozione degli atti fondamentali previsti dalla legge e dai principi generali dell’ordinamento giuridico;
    2. esercita l’autonomia finanziaria e impositiva, nonché la potestà regolamentare nell’ambito delle leggi e del coordinamento della finanza pubblica;
    3. definisce gli indirizzi per la nomina e la designazione dei rappresentanti del comune presso enti, aziende e istituzioni e provvede direttamente alla nomina dei predetti rappresentanti, quando ciò sia ad esso espressamente riservato dalla legge. Tali indirizzi sono definiti entro un termine che consenta al sindaco di provvedere alle suddette nomine e designazioni.
    4. può definire indirizzi nei confronti dei propri rappresentanti in enti, aziende, istituzioni, società di capitali, secondo i programmi generali di politica amministrativa del comune.
  2. Il consiglio comunale non può delegare l’esercizio delle proprie attribuzioni.

ART. 14 – PRIMA SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE

  1. Il sindaco neo eletto dispone la convocazione della prima seduta del consiglio comunale entro il termine perentorio di dieci giorni dalla proclamazione degli eletti, con avvisi da consegnarsi almeno cinque giorni prima della seduta, che comunque deve avvenire entro dieci giorni dalla convocazione.
  2. La prima seduta del nuovo consiglio comunale è riservata:
    1. alla convalida del sindaco e dei consiglieri comunali eletti;
    2. al giuramento del sindaco;
    3. alla comunicazione da parte del sindaco della composizione della nuova giunta comunale e dell’assessore incaricato a svolgere le funzioni di vice sindaco;
    4. all’elezione della commissione elettorale comunale.
  3. Tale seduta, presieduta dal sindaco, è pubblica e la votazione palese. Il consigliere comunale delle cui cause ostative si discute può partecipare sia alla discussione che alla votazione.
  4. Per la validità della seduta e della deliberazione relative alla convalida degli eletti si applicano le norme previste dal regolamento per il funzionamento del consiglio comunale.
  5. Non si fa luogo ad altre deliberazioni, se non dopo aver proceduto alle eventuali surrogazioni dei consiglieri comunali non convalidati.
  6. L’iscrizione all’ordine del giorno della convalida degli eletti comprende anche l’eventuale surrogazione degli ineleggibili e l’avvio del procedimento per la decadenza degli incompatibili.
  7. Qualora dopo la proclamazione degli eletti e prima della convalida uno o più consiglieri rassegnino le dimissioni, si procede immediatamente alla surrogazione onde poter effettuare la convalida nella completezza strutturale e rappresentativa del consiglio comunale.

ART. 15 – DOCUMENTO PROGRAMMATICO DI MANDATO

  1. Entro quattro mesi dalla data delle elezioni, il sindaco presenta al consiglio comunale un documento contenente le linee programmatiche relative alle azioni e ai progetti da realizzare nel corso del mandato.
  2. A tal fine il documento, sottoscritto dal sindaco e dagli assessori, viene depositato nell’ufficio di segreteria almeno trenta giorni prima della seduta consiliare prevista per la sua presentazione. Di tale deposito viene data comunicazione scritta ai capigruppo consiliari.
  3. Eventuali richieste di integrazioni o modifiche devono essere presentate entro e non oltre venti giorni dalla data del deposito.
  4. Il documento programmatico, eventualmente integrato o modificato sulla base di quanto proposto dai consiglieri, viene approvato dalla giunta e presentato al consiglio comunale per la discussione, senza essere oggetto di votazione.
  5. Nella deliberazione che approva il bilancio di previsione o le sue variazioni si dà atto della coerenza dei predetti provvedimenti con le linee programmatiche di mandato ovvero vengono apportati i necessari adeguamenti alle stesse.
  6. Il consiglio comunale inoltre provvede alla verifica dell’attuazione delle linee medesime, entro il mese di settembre di ciascun anno, contestualmente alla ricognizione sullo stato di attuazione dei programmi, prevista dall’articolo 193, comma 2, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n.267.

ART 16 – FUNZIONAMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE

  1. Il funzionamento del consiglio comunale è disciplinato da apposito regolamento che si conforma ai principi di trasparenza e democrazia nel rispetto dei limiti fissati dalle leggi e dal presente statuto.

ART. 17 – PRESIDENZA DEL CONSIGLIO COMUNALE

  1. Le sedute del consiglio comunale sono presiedute, secondo le norme del regolamento per il funzionamento del consiglio comunale, dal sindaco, in sua assenza dal vice sindaco ed in assenza di quest’ultimo, dal consigliere anziano.

CAPO II° – CONSIGLIERI COMUNALI

ART. 18 – I CONSIGLIERI COMUNALI

  1. La posizione giuridica e lo status dei consiglieri comunali sono regolati dalla legge.
  2. Ciascun consigliere comunale rappresenta l’intera comunità, senza vincolo di mandato.
  3. I consiglieri comunali entrano in carica all’atto della proclamazione ovvero, in caso di surrogazione, non appena adottata dal consiglio comunale la relativa deliberazione.
  4. Ai consiglieri comunali è vietato ricoprire incarichi ed assumere consulenze presso enti ed istituzioni dipendenti o comunque sottoposti al controllo e alla vigilanza del comune.
  5. L’entità e i tipi di indennità spettanti ai consiglieri comunali sono stabiliti dalla legge.

ART. 19 – DOVERI DEI CONSIGLIERI COMUNALI

  1. I consiglieri comunali hanno il dovere di partecipare alle sedute del consiglio comunale e delle commissioni di cui fanno parte.
  2. I consiglieri comunali che, senza giustificato motivo non intervengono a tre sedute consiliari consecutive, sono dichiarati decaduti.
  3. La decadenza è dichiarata dal consiglio comunale.
  4. Qualora si verifichi l’ipotesi di cui al comma 2, il sindaco, d’ufficio o su istanza di un qualsiasi consigliere o di qualunque elettore del comune, avvia, entro 15 giorni dalla richiesta, la procedura di decadenza. A tal fine rivolge invito al consigliere interessato a presentare, nel termine di 15 giorni dalla notifica di avvio del procedimento, le proprie giustificazioni.
  5. Il consiglio comunale, nei successivi 15 giorni, si pronuncia e, nel caso in cui non ritenga accoglibili le giustificazioni o in caso di inerzia dello stesso consigliere, dichiara la decadenza, procedendo contestualmente alla surrogazione.
  6. La deliberazione con cui viene esaminata e, se del caso, dichiarata la decadenza deve essere adottata a maggioranza assoluta dei consiglieri presenti. Alla discussione e votazione può partecipare il consigliere della cui decadenza si debba deliberare.
  7. I consiglieri comunali sono tenuti ad eleggere un domicilio nel territorio comunale.
  8. I consiglieri comunali sono tenuti al segreto d’ufficio.

ART. 20 – DIRITTI DEI CONSIGLIERI COMUNALI

  1. I consiglieri comunali:
    1. esercitano il diritto di iniziativa deliberativa per tutti gli atti di competenza del consiglio comunale, ivi compreso lo statuto e i regolamenti;
    2. possono formulare interrogazioni, mozioni ed istanze di sindacato ispettivo;
    3. esercitano l’attività di controllo nei modi stabiliti dalla legge;
    4. hanno diritto di ottenere dagli uffici del comune e dalle aziende ed enti da esso dipendenti tutte le notizie ed informazioni utili all’espletamento del mandato;
    5. hanno inoltre diritto ad ottenere, da parte del sindaco, un’adeguata e preventiva informazione sulle questioni sottoposte al consiglio comunale;
    6. hanno diritto a percepire un gettone di presenza per la partecipazione a consigli e commissioni, nonché a richiedere la trasformazione dello stesso in indennità di funzione, secondo quanto stabilito dalla legge e dal regolamento di funzionamento del consiglio comunale.
  2. L’esercizio dei diritti di cui al comma 1 è disciplinato dal regolamento di funzionamento del consiglio comunale.
  3. Il comune, nella tutela dei propri diritti ed interessi, assicura l’assistenza in sede processuale ai consiglieri comunali, agli assessori ed al sindaco che si trovino implicati, in conseguenza di fatti ed atti connessi all’espletamento delle loro funzioni, in procedimenti di responsabilità civile e penale, in ogni stato e grado del giudizio, purché non ci sia conflitto di interesse con il comune.
  4. In caso di sentenza definitiva di condanna, il comune richiede all’amministratore condannato gli oneri sostenuti per la sua difesa in ogni ordine di giudizio.

ART. 21 – DIMISSIONI, SOSPENSIONE, DECADENZA E SURROGA DEI CONSIGLIERI COMUNALI

  1. Le dimissioni dalla carica di consigliere, indirizzate al consiglio e assunte immediatamente al protocollo nell’ordine temporale di presentazione, sono irrevocabili, non necessitano di presa d’atto e sono immediatamente efficaci. Il consiglio comunale, entro e non oltre dieci giorni, procede alla surroga dei consiglieri dimissionari, con separate deliberazioni, seguendo l’ordine di presentazione delle dimissioni quale risulta dal protocollo.
  2. Quando le dimissioni contestuali, ovvero rese con atti separati, ma contemporaneamente presentati al protocollo, riguardano la metà più uno dei consiglieri comunali assegnati, escluso il sindaco, non si procede alla surroga dei consiglieri dimissionari e il sindaco dà immediata comunicazione al prefetto per i conseguenti adempimenti.
  3. Nel caso di sospensione di un consigliere comunale, adottata a sensi dell’articolo 59 del decreto legislativo 18.8.2000, n. 267, il consiglio comunale, nella prima adunanza successiva alla notifica del provvedimento di sospensione, procede alla temporanea sostituzione, affidando la supplenza per l’esercizio delle funzioni di consigliere comunale al candidato della stessa lista che ha riportato, dopo gli eletti, il maggior numero di voti. La supplenza ha termine con la cessazione della sospensione. Qualora sopravvenga la decadenza, si fa luogo alla surrogazione con la medesima persona.
  4. Per la decadenza conseguente al mancato intervento a tre sedute consiliari, si rinvia a quanto stabilito dall’articolo 19. Per gli altri casi di decadenza, si rinvia alle specifiche disposizioni di legge.
  5. Alla surroga del consigliere deceduto provvede il consiglio comunale nella sua prima riunione.

ART. 22 – CONSIGLIERE ANZIANO

  1. E’ consigliere anziano colui che nelle elezioni amministrative comunali ha ottenuto la maggior cifra individuale, costituita dal numero dei voti di lista aumentata dei voti di preferenza, con esclusione del sindaco neoeletto e dei candidati alla carica di sindaco proclamati consiglieri. A parità di cifra individuale, la carica spetta al più anziano d’età.
  2. Qualora il consigliere anziano sia assente o rifiuti di presiedere l’assemblea, la presidenza è assunta dal consigliere che nella graduatoria di anzianità, determinata secondo i criteri di cui al comma precedente, occupa il posto immediatamente successivo.

ART. 23 – GRUPPI CONSILIARI E CONFERENZA DEI CAPIGRUPPO

  1. I consiglieri comunali eletti nella medesima lista formano un gruppo consiliare. Nel caso che una lista presentata alle elezioni abbia avuto eletto un solo consigliere comunale, a questi sono riconosciute le prerogative e la rappresentanza spettanti ad un gruppo consiliare.
  2. Il consigliere comunale che si distacchi dal gruppo in cui è stato eletto e non aderisca ad altri gruppi non acquisisce le prerogative spettanti ad un gruppo consiliare. Qualora tre o più consiglieri comunali vengano a trovarsi nella predetta condizione, essi possono costituire un gruppo misto che nomina al suo interno il capogruppo.
  3. Delle designazioni dei capigruppo è data comunicazione scritta al segretario comunale.
  4. I capigruppo con il sindaco costituiscono la conferenza dei capigruppo, organo interno, il cui funzionamento e le cui attribuzioni sono stabilite dal regolamento per il funzionamento del consiglio comunale.
  5. Nelle more della designazione, i capigruppo sono individuati come segue:
    1. per la lista di maggioranza, nel consigliere comunale non componente la giunta comunale, che abbia riportato la più alta cifra individuale;
    2. per le altre liste, nel candidato sindaco non eletto.

CAPO III° – COMMISSIONI

ART. 24 – COMMISSIONI CONSILIARI

  1. Per il miglior esercizio delle funzioni, il consiglio comunale può avvalersi di commissioni costituite nel proprio seno con criterio proporzionale.
  2. Le commissioni, permanenti o temporanee, sono disciplinate nei poteri, nell’organizzazione e nelle forme di pubblicità dei lavori da apposito regolamento.
  3. Qualora vengano istituite commissioni aventi finalità di controllo e di garanzia, la presidenza delle stesse è attribuita ai consiglieri appartenenti ai gruppi di opposizione.

ART. 25 – COMMISSIONI DI INDAGINE

  1. Il consiglio comunale, con deliberazione adottata a maggioranza assoluta dei propri membri, può istituire al proprio interno commissioni di indagine sull’attività dell’amministrazione.
  2. Il regolamento stabilisce la composizione delle commissioni di cui al comma 1 secondo criteri di rappresentanza proporzionale, i poteri ad esse attribuiti, gli strumenti per operare e il termine per la conclusione dei lavori.

ART. 26 – COMMISSIONI COMUNALI

  1. Oltre alle commissioni comunali previste dalla legge possono essere nominate commissioni comunali con compiti di consultazione, di ricerca, di studio, di promozione e di proposta.
  2. Le materie di competenza, la composizione, le attribuzioni, le norme relative alla nomina ed al funzionamento delle commissioni sono stabilite da apposito regolamento.
  3. Le commissioni possono invitare ai propri lavori rappresentanti di organismi associativi e delle forze sociali, politiche ed economiche per l’esame di specifici argomenti.
  4. Le commissioni sono tenute a sentire il sindaco e gli assessori ogni qual volta questi lo richiedano.

CAPO IV° – GIUNTA COMUNALE

ART. 27 – LA GIUNTA COMUNALE

  1. La giunta comunale collabora con il sindaco nel governo del comune ed opera attraverso deliberazioni collegiali. Collabora, altresì, con il sindaco nell’attuazione degli indirizzi generali del consiglio comunale.
  2. Riferisce annualmente al consiglio comunale sulla propria attività con apposita relazione da presentarsi in sede di approvazione del rendiconto.
  3. Svolge attività propositiva e di impulso nei confronti del consiglio comunale.
  4. Compie, comunque, gli atti rientranti nelle funzioni degli organi di governo che non siano riservati dalla legge al consiglio e che non ricadano nelle competenze, previste dalle leggi o dal presente statuto, del sindaco, del segretario comunale e dei responsabili dei servizi.
  5. Promuove e resiste alle liti nonché concilia e transige nell’interesse del comune.

ART. 28 – COMPOSIZIONE E PRESIDENZA

  1. La giunta comunale è nominata dal sindaco ed è composta:
    1. dal sindaco, che la presiede;
    2. da 4 a 6 assessori, fra cui il vice sindaco.
  2. Le cause di ineleggibilità e di incompatibilità alla carica di sindaco e di assessore sono stabilite dalla legge.
  3. Un assessore può essere nominato anche tra i cittadini non facenti parte del consiglio comunale, in possesso dei requisiti di compatibilità e di eleggibilità alla carica di consigliere comunale. Tale assessore non può ricoprire la carica di vice sindaco. Può partecipare alle sedute del consiglio comunale e intervenire nella discussione, ma non ha diritto di voto.
  4. In caso di assenza del sindaco, la giunta comunale è presieduta dal vice sindaco o, in sua assenza, dall’assessore anziano.

ART. 29 – ANZIANITA’ DEGLI ASSESSORI

  1. L’anzianità degli assessori è determinata dall’ordine in cui è comunicata dal sindaco al consiglio comunale.

ART. 30 – DURATA IN CARICA

  1. Salvo il caso di revoca da parte del sindaco, la giunta rimane in carica fino al giorno della proclamazione degli eletti in occasione del rinnovo del consiglio comunale.
  2. La medesima rimane in carica fino all’elezione del nuovo sindaco e del nuovo consiglio comunale anche in caso di scioglimento anticipato del consiglio stesso a seguito di impedimento permanente, rimozione, decadenza o decesso del sindaco.

ART. 31 – SFIDUCIA

  1. Il voto contrario del consiglio comunale ad una proposta del sindaco o della giunta non comporta le dimissioni degli stessi.
  2. Il sindaco e la giunta cessano dalla carica in caso di approvazione di una mozione di sfiducia, votata per appello nominale dalla maggioranza assoluta dei componenti il consiglio comunale.
  3. Tale mozione deve essere motivata e sottoscritta da almeno due quinti dei consiglieri assegnati, senza computare a tal fine il sindaco.
  4. La mozione viene posta in discussione non prima di dieci e non oltre trenta giorni dalla sua presentazione al protocollo comunale.
  5. L’approvazione della mozione di sfiducia comporta lo scioglimento del consiglio comunale e la nomina di un commissario a’ sensi delle leggi vigenti.

ART. 32 – CESSAZIONE DI SINGOLI ASSESSORI

  1. Gli assessori singoli cessano dalla carica per:
    1. morte;
    2. dimissioni;
    3. revoca.
  2. Le dimissioni da assessore sono presentate per iscritto al sindaco.
  3. Il sindaco può revocare uno o più assessori, dandone motivata comunicazione al consiglio comunale.
  4. Alla sostituzione dei singoli assessori dimissionari, deceduti o revocati, provvede il sindaco che ne dà comunicazione al consiglio comunale.

 

 

Ultima modifica 16/05/2020

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